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    September 27

    Volevo ascoltare il mare



    Volevo ascoltare il mare oggi,

    volevo ascoltare le lusinghe delle onde 

    che ogni volta che calco queste rive

    mi invitano tra loro con parole dolci e tentatrici...
    Ogni volta mi chiamano,

    urlando e sussurrando allo stesso tempo il mio nome,

    ricordandomi come le pene finirebbero sul fondale colmo di sabbia e ghiaia,

    ove il tempo smette di scorrere e di procedere lungo la direzione

    che per coloro che ancora camminano sulla terraferma ha solo significato...
    Mi fermo a guardare la riva e ad ascoltare il suono melodioso.

    Il volto rimane di pietra,

    oggi non riesco a provare nulla,  

    indurito è il mio cuore,

    troppo indurito per poter non pensare alle mie  pene e   fardelli...

    oggi il mio cuore è un fardello

    che io stessa a stento riesco a portare con me

    e se solo trovassi la forza e il coraggio

    per strapparlo e scagliarlo lontano,

    prima di cedere a quell'abbraccio gelido e confortante,

    non esiterei a infilzare le mie unghie nel mio petto e stritolare quel muscolo terribile...
    Cammino oggi su questa riva,

    chinandomi di tanto in tanto ad  carezzare l'acqua,

    mentre le lacrime sulle mie gote

    scendono lente per poi gocciolare sulla superficie del mare ,

    sparendo e divenendo irriconoscibili,

    come se una parte di me sparisse,

    come se una parte di me diventasse tutt'uno con quello scorrere senza sosta.
    Piango ancora,

    piango e lo farò ancora per qualche tempo...

    ferite che pensavo rimarginate si sono riaperte violentemente,

    tornando di prepotenza a infilzare il mio animo...
    Non mi importa di soffrire,

    non mi importa di tornare nel buio e nell'oscurità

    che per anni mi hanno cullato con il loro opprimente manto protettivo...

    no,

    non mi importa nulla di tutto questo,

    ma solo non riesco a capire,

    non riesco a credere che possa accadere,

    che possa essere così assurdamente egoista

    da non accorgersi ciò che le sue azioni compiono,

    il sole che sta riuscendo a cancellare...

    Si è alzato il vento che con delicatezza mi accarezza il viso

    e smuove lentamente i miei capelli,

    vorrei gridargli di lasciarli stare,

    di non distogliermi dai miei pensieri.

    Apro quel cancello dinanzi a me ora,

    quel cancello che mi porta in quel luogo di pace eterna...

    forse lì,

    tra coloro che non sono più,

    troverò oblio e pace,

    forse troverò tra coloro che ormai hanno la saggezza arcana

    una risposta al mio quesito...

    Perchè?

     


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