Volevo ascoltare il mare oggi,
volevo ascoltare le lusinghe delle onde
che ogni volta che calco queste rive
mi
invitano tra loro con parole dolci e tentatrici...
Ogni volta mi chiamano,
urlando e sussurrando allo stesso tempo il mio nome,
ricordandomi come le pene finirebbero sul fondale colmo di sabbia e ghiaia,
ove
il tempo smette di scorrere e di procedere lungo la direzione
che per coloro
che ancora camminano sulla terraferma ha solo significato...
Mi fermo a guardare la riva e ad ascoltare il suono melodioso.
Il volto rimane di pietra,
oggi non riesco a provare nulla,
indurito è il mio cuore,
troppo indurito per
poter non pensare alle mie pene e fardelli...
oggi il mio cuore è un fardello
che io stessa a stento riesco a portare
con me
e se solo trovassi la forza e il coraggio
per strapparlo e scagliarlo
lontano,
prima di cedere a quell'abbraccio gelido e confortante,
non esiterei a
infilzare le mie unghie nel mio petto e stritolare quel muscolo terribile...
Cammino oggi su questa riva,
chinandomi di tanto in tanto ad carezzare l'acqua,
mentre le lacrime sulle mie
gote
scendono lente per poi gocciolare sulla superficie del mare ,
sparendo e
divenendo irriconoscibili,
come se una parte di me sparisse,
come se una parte
di me diventasse tutt'uno con quello scorrere senza sosta.
Piango ancora,
piango e lo farò ancora per qualche tempo...
ferite che pensavo
rimarginate si sono riaperte violentemente,
tornando di prepotenza a infilzare
il mio animo...
Non mi importa di soffrire,
non mi importa di tornare nel buio e nell'oscurità
che per anni mi hanno cullato con il loro opprimente manto protettivo...
no,
non mi importa nulla di tutto questo,
ma solo non riesco a capire,
non riesco a
credere che possa accadere,
che possa essere così assurdamente egoista
da non
accorgersi ciò che le sue azioni compiono,
il sole che sta riuscendo a
cancellare...
Si è alzato il vento che con delicatezza mi accarezza il viso
e smuove
lentamente i miei capelli,
vorrei gridargli
di lasciarli stare,
di non distogliermi dai miei pensieri.
Apro quel cancello dinanzi a me ora,
quel cancello che mi porta in quel
luogo di pace eterna...
forse lì,
tra coloro che non sono più,
troverò oblio e
pace,
forse troverò tra coloro che ormai hanno la saggezza arcana
una risposta
al mio quesito...
Perchè?