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    October 01

    Dal vangelo secondo Marco (Mc 10,2-16 ) domenica 4 ottobre 2009



    Non tutti quelli che sono fedeli amano, ma tutti quelli che amano sono fedeli. Non mi si racconti che ci puo' essere amore se non c'è fedeltà. La fedeltà non è una questione di concetti, di belle canzoni o melenserie, è questione di scontro con la difficoltà.
    La fedeltà si vede nel momento della difficoltà.

    Per leggere la propria vita, non basta capire se una cosa è lecita oppure no. Se noi facciamo ciò che è lecito, probabilmente possiamo fare una serie di cose che non sono mai atto di amore.  Perché l'amore non è "lecito o illecito", l'amore è molto oltre la legge. E' lecito che io non risponda a una certa richiesta? Ok, è tuo diritto e non lo fai. Però l'amore ti chiederebbe di fare ben altro, l'amore non è nel campo delle cose che sono semplicemente lecite, ma va ben oltre il dovuto.
    Quando fra me e te quello che regola il tipo di rapporto è ciò che è lecito e ciò che non è lecito, vuol dire che siamo già arrivati al capolinea finale, il nostro non è più un rapporto, è una regola.

    Gesù Cristo propone un'altra prospettiva.
    E la proponiamo a tutti, noi per primi. Per capire i nostri matrimoni, perché tutti quanti siamo chiamati a relazioni di fedeltà, a relazioni in cui avremo sempre un miliardo di scuse per ripudiare il prossimo.
    Ma c'è un'altra sorgente per la vita. Dal principio, dall'inizio della creazione, Dio ha un altro progetto, ha una prospettiva. Ha un disegno. Noi siamo chiamati a qualcosa che è bellezza. C'è un disegno di Dio sulla nostra vita. Se io le cose le vivo come "lecito o illecito" le vivo in maniera fredda, statica. Se c'è un disegno di Dio, allora i difetti di un coniuge diventano parte della mia avventura per imparare ad amare, per imparare l'arte di essere cristiano, di assomigliare al Signore Gesù. E quando vuoi amarlo un coniuge se non quando sbaglia? Lo ami quando è perfetto, simpatico, gradevole, commestibile, puntuale, utile? Ma quando è che le persone devono amare gli altri? Quando sbagliano, quando sono poveri, quando c'è da coglierne la fragilità!

    Se l'altro ha diritto all'estensione del mio affetto, solamente in quanto se lo merita, io non so amare. Io sono un pezzo di marmo, ho un cuore che è un sasso. Non c'è l'immagine di Dio in me che splende, ma l'ho offuscata sotto una durezza di cuore che mi ha cancellato la parte nobile.

    L'amore consiste nel perdono, come si puo' amare senza perdonare? E soprattutto come si puo' stare in relazione con chiunque senza perdonarlo? Siamo tutti fragili, poveri, e infatti qui si stratta di farsi bambini, piccolini. C'è una forma di stare nella vita da bambini, cioè come chi deve sempre imparare qualcosa di nuovo. E ho da imparare dalle difficoltà, dalle tribolazioni, dalle delusioni, da tante cose che mi succedono... se l'altro, in qualunque rapporto mi si ponga, se l'altro è in funzione della mia realizzazione, in funzione di ciò che mi serve ed è lecito, quell'altro sarà sempre insufficiente. Se c'è un piano di Dio.. ecco io ho da imparare questo piano giorno per giorno, come un bimbo che sta di fronte a un Padre Celeste che gli sta rivelando il segreto..

    perché il segreto della vita non è essere belli, forti, affermati, panciuti e sereni.. il segreto della vita è arrivare ad aver amato. E' tirare una riga nella propria esistenza e potersi dire: sono stato fedele a qualcuno. Al Signore Gesù Cristo innanzitutto, e poi a chi mi ha messo il Signore sulla strada.

     

     

     


    Dal vangelo secondo Marco (Mc 10,2-16 ) domenica 4 ottobre 2009

    In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
    Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
    A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
    Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

     

     

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